Il tè coreano di Hadong e altre storie: il secondo libro di Fogli di tè

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C’è un momento, quando un progetto a cui lavori da mesi diventa un libro vero, in cui la prima cosa che vuoi fare è sfogliarlo con una tazza accanto. Oggi è uno di quei momenti: è uscito il secondo libro di Fogli di Tè, Il tè coreano di Hadong e altre storie.

Un “segreto ben custodito”

Dopo il libro dedicato al Gyokuro, uscito a novembre 2024, abbiamo scelto di portarvi nella “Terra del calmo mattino”. Brother Anthony, il più autorevole studioso della cultura del tè coreana, definisce il tè coreano un “segreto ben custodito”: ancora poco conosciuto in Occidente, e proprio per questo pieno di cose da scoprire.

Il viaggio attraversa la contea di Hadong, dove le piante di tè affondano le radici tra le rocce e vengono lavorate da famiglie che tramandano tecniche antiche e sperimentazioni moderne. Attraverso le voci dei protagonisti scopriamo tè come il balhyocha, il tè ossidato, e il dancha, il tè pressato: storie di artigianalità, di legame con la natura e di una “pulizia” insieme spirituale e produttiva.

…e altre storie

Come sempre in Fogli di Tè, lo sguardo non si ferma a un solo Paese. Il libro prosegue verso le foreste di tè selvatico del Vietnam, la rinascita del tè in Georgia, il cuore agricolo dell’Anhui, lo Sri Lanka, il tè bianco giapponese, e poi la ceramica coreana, le tisane, la cucina e un’intervista a un ceramista del Raku. Tra gli autori ci sono studiosi, coltivatori e Tea Sommelier internazionali, e voci come quella di Brother Anthony e del maestro Shinmok Oh Dong-Seop, custode della tradizione del Goryeo dancha. In tutto sono venti articoli, in 245 pagine a colori.

Io ho scritto un articolo sull’identità culturale del balhyocha. Mi interessava capire cosa sia davvero questo tè, che non sta comodo nelle classificazioni di matrice cinese: oscilla tra “fermentazione” e “ossidazione” e funziona da categoria “ombrello” per tutti i tè coreani non verdi. È una produzione artigianale e non standardizzata, sopravvissuta a secoli di guerre, che le nuove generazioni oggi riscoprono come un marchio identitario.

Insieme a Stefano, Luca ed Enrico abbiamo inoltre firmato “Prugna, erba e sale”, il racconto di una degustazione di redazione di prodotti coreani, dove il concetto di cha unisce foglie di tè, radici e frutti senza separazioni nette.

E la copertina, è una mia illustrazione

C’è un’altra cosa che mi rende particolarmente felice: la copertina l’ho disegnata io.

Volevo raccontare l’essenza della Corea di oggi: una figura che unisce passato e presente. È una ragazza immersa nel Darye, la via del tè coreana, che custodisce gesti millenari con un’eleganza contemporanea. L’ho collocata sulle sponde del Cheonggyecheon, il corso d’acqua che attraversa il cuore di Seoul, dove la natura è tornata a respirare tra i grattacieli. Esattamente come il tè che raccontiamo in queste pagine: una tradizione antica che trova nuova vita nel mondo moderno.

Dove trovarlo: ti aspetta online… ottimo per Natale!

Il libro è un progetto editoriale indipendente, pensato e realizzato come un’opera artigianale, “genuina come un buon tè fatto a mano”, come spesso lo definiamo con Stefano, Luca ed Enrico. È disponibile su Amazon Italia (copertina flessibile, 245 pagine a colori, 19,90 €).

Se lo leggi, scrivici cosa ne pensi. E se ti viene voglia di assaggiare un tè coreano, parti da un balhyocha.

Buona lettura (e buon assaggio)!

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