Dalle foreste dello Yunnan alle immense distillerie cinesi. Domenica 15 marzo abbiamo condiviso un pezzo di Cina, quella vera, con gli affezionati di Whisky Club Italia.
Io ho preparato, servito e raccontato il tè; Claudio Riva ha guidato l’assaggio dei distillati, che ha conosciuto da vicino nel suo viaggio in Cina. La serata è stata tutta esaurita, con tanti volti nuovi, e le tre ore sono davvero volate!



Il tè: tre foreste dello Yunnan in gong fu cha
Ho portato tre tè dei Eastern Leaves, tutti dello Yunnan, preparati in gong fu cha. “Gong fu” vuol dire dedicare cura a un’azione: una piccola teiera e infusioni brevi e ripetute (anche una decina), in cui lo stesso tè cambia tazza dopo tazza.
- Yueguangbai, monte Lunan, alberi antichi (2018). Un tè bianco pressato, che nasce a 1.850 metri nel sottobosco di Xishuangbanna, da alberi alcuni dei quali superano i cento anni. Il nome vuol dire “bianco di luna”, e le foglie vanno dal bianco al verde scuro in punta.
- Sheng Pu’er Nannuo, Wild Forest (2017). Dal villaggio di Bama, a 1.800 metri. Con le infusioni emergono gli agrumi, accanto a una dolcezza di nettare e a un profumo di fiori gialli. È più morbido di quanto ci si aspetti da un pu’er giovane.
- Shu Pu’er di alberi antichi, Yiwu (2015). Dal villaggio di Mahei, a 1.300 metri: miele e fiori. Yiwu è una delle sei antiche montagne del tè del Pu’er.
Il nome Pu’er è una denominazione protetta, regolata da un disciplinare, e il suo carattere nasce dalla post-fermentazione: le foglie essiccate subiscono una fermentazione microbica che continua nel tempo.

L’abbinato con la tradizionale Mooncake
A fare compagnia ai tè, i mooncake della Pasticceria Quinoa di Torino: dolci tradizionali dal ripieno di anko, la pasta di fagioli rossi azuki, che in Cina si legano alla festa di Metà Autunno.

Ecco il baijiu cinese
Il baijiu è il distillato nazionale cinese, ottenuto da cereali, principalmente sorgo. Per volumi è lo spirito più bevuto al mondo, eppure in Italia lo si conosce poco. Si classifica per aroma, e ne abbiamo assaggiati quattro, dal più leggero al più intenso:
- Qing Hua Fen Xing, 30 anni, 53% (aroma leggero, Qing Xiang). Dello Shanxi, da sorgo fresco con una fermentazione di pochi giorni e un affinamento di oltre trent’anni in giare di argilla. Ricorda la frutta tropicale molto matura, con una nota più selvatica.
- Jiannanchun Crystal, 46% (aroma forte, Nong Xiang). Del Sichuan, da un mosto continuo: i residui appena distillati vengono rifermentati con cereale fresco e qu, e questo fa salire gli esteri. Un baijiu accessibile, adatto ai brindisi e ai cocktail.
- Youyuan, 52% (aroma forte). Sempre del Sichuan, ed è il preferito di Claudio per l’equilibrio tra complessità e intensità.
- Jindian, 20 anni, 53% (aroma di salsa, Jiang Xiang). Di Maotai, nel Guizhou: lo stile più intenso e penetrante. Claudio l’ha scelto in una degustazione alla cieca tra quattro Jindian di età diverse. Dopo vent’anni i toni più taglienti si sono ammorbiditi e il profilo di esteri è denso. Per Claudio, quel ricordo di baijiu giovani e sgraziati assaggiati in Italia si è trasformato in “un’orchestra di emozioni”.

La sorpresa finale: un single malt cinese
A chiudere, un Single Malt Whisky di Laizhou, maturato in botti di sherry Amontillado e imbottigliato a gradazione piena (66%), senza filtrazione a freddo. La distilleria è a Qionglai, in Sichuan, ha i primi imbottigliamenti dell’inverno 2024 e questa bottiglia si trova solo lì. Secondo Claudio ha una dolcezza di miele, prugna nera e frutta secca, con spezie e un finale lungo: una Whisky Made in China che pochi si aspettano.
Perché tè e baijiu stanno bene insieme
Sono due prodotti in cui il tempo lavora: il pu’er con la post-fermentazione e l’invecchiamento, il baijiu con la fermentazione dei cereali e anni di giara. Mettere i due mondi nello stesso percorso permette di ritrovare in ognuno la stessa idea di territorio e di pazienza, e di capire che cosa un distillato di sorgo ha in comune con una foglia di montagna.
Ero molto onorata di aver preparato, servito e raccontato il tè ad un pubblico così curioso! Se ti interessa approfondire, qui trovi anche il racconto di Claudio su Whisky Club.
L’evento era riservato a un pubblico maggiorenne. Bevi responsabilmente.

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